Carnage ovvero paura dell’altro

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Alle volte bastano 79 minuti per creare un piccolo capolavoro di psicologia dove, nel chiuso di un appartamento fantasiosamente collocato a Brooklyn in realta’ girato a Parigi, si muovono 4 mostri sacri del cinema americano (tre premi Oscar – Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz – e un candidato eterno non protagonista – John C. Reilly). Tanti sono bastati al ‘perseguitato’ Roman Polansky (non mette piede negli Stati Uniti dove esiste per lui un mandato di cattura risalente agli anni settanta) per fare della piéce teatrale di Yasmina Reza, co-sceneggiatrice con Polanski, un film gioiello che strizza l’occhio a Rope del suo indimenticato maestro Alfred Hitchcock. Tutto inizia da una banale lite adolescenziale tra Zachary e Ethan, i figli delle due coppie, che a causa di due incisivi rotti vede i rispettivi genitori costretti a incontrarsi per cercare di appianare la controversia e riconciliare civilmente gli animi. Ma, figlio dei nostri tempi, dietro la maschera formale della civilta’ occidentale si annida e nasconde insidioso e maligno il germe dell’aggressivita’, del razzismo, dell’elitario, dell’intollerante. Basta poco se non una scintilla un conato di vomito seguito da altri piccoli conati di bile per far uscire la vera natura delle persone. Secondo una prassi tanto cara a Polansky l’isolamento dal contesto sociale, quello che detta le regole della formalita’, non fa altro che accelerare e rendere piu’ palese il disgusto e l’odio per il prossimo. Il balletto delle contrapposizioni – coppia contro coppia, maschi contro femmine, femmina contro femmina – fa del film un gioiello di finezza psicologica che non fa altro che ribadire come sia difficilmente praticabile mettere ordine a una societa’ come quella attuale dove basta un conato di vomito, un cellulare buttato nell’acqua, una borsetta rovesciata a compromettere l’equilibrio e la stabilita’ ‘politica’ di una coppia. Tutto e’ labile, tutto puo’ crollare da un momento all’altro, tutto fa paura. Ne sanno qualcosa le borse e i mercati internazionali di questi ultimi mesi…

Author: Gianluca SaveAle

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