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Grande Fratello, vince Mauro Marin
categoria: Costume&Società
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ROMA - Il re del GF10 è il salumiere Mauro Marin. Il ventinovenne trevigiano ha battuto senza difficoltà gli altri tre finalisti Giorgio, Cristina e Alberto. La popolarità di Mauro fuori dalla Casa è cresciuta man mano che dentro aumentava l'ostilità nei suoi confronti. Più si isolava in casa, più fuori cresceva l'"esercito" di fan, pronti a far battaglia per lui. Notevoli gli ascolti: 7 milioni 460 mila telespettatori (pari al 34,47 % di share) . Il picco di audience per l'ingresso di Paolo Bonolis nella casa, con 9 milioni 11 mila telespettatori (34,79 % di share) Nel corso della serata finale, il super ospite ha fatto il mattatore offrendo il meglio del suo repertorio: "E' la prima volta che vado in un reality e sono qui perché mi pagano", ha esordito caustico Bonolis, producendosi per lunga parte della trasmissione nelle gag più consolidate del suo repertorio e prendendo in giro i meccanismi del reality: "Faccio quello che vuole: se mi fa vedere mamma piango, se c'è da litigare a casaccio lo faccio, se vuole mi accoppio" e ancora "Mauro non potrà essere votato nel Lazio e nella Lombardia perché non hanno presentato in tempo le liste. A meno che il Gf non abbia fatto un decreto..." Nella casa, Bonolis ha anche aggiornato i finalisti sui fatti che durante che la loro 'detenzione' hanno cambiato l'Italia, ironizzando sulla partecipazione del principe Emanuele Filiberto a Sanremo. Mauro Marin è stato sin dall'inizio tra i protagonisti della trasmissione, votato quasi ogni settimana come preferito, popolarissimo in Rete (su Facebook la pagina a lui dedicata raccoglie oltre 350.000 iscritti, mentre sono circa 500 i gruppi con il suo nome). Così ha conquistato il pubblico, con spirito goliardico e scanzonato e molte faccette agli indirizzi delle telecamere. L'ingresso del vincitore nella decima edizione risale alla seconda puntata, dopo essere stato recluso una settimana in albergo. Si capisce subito che la permanenza di Mauro all'interno della Casa non sarà delle più facili. Gli bastano pochissime ore, infatti, per riuscire ad attirarsi le antipatie degli altri concorrenti. Vero giocatore, si "vendica" di Veronica e Sarah (della cui relazione è geloso) mandandole in nomination l'una contro l'altra. Dalla sua parte ha avuto sempre il televoto. Le volte che è finito in nomination, infatti, ha sempre sconfitto i suoi avversari: Gabriele, Alessia, Carmela, Veronica, Carmen e Maicol. Dopo 134 giorni ha vinto. L'edizione numero dieci del reality è stata quella dei record. Più di 4 mesi, 19 settimane e 20 puntate di prime time, per un totale di 134 giorni e oltre 3.200 ore di diretta televisiva. Ottimi i risultati di ascolto: dopo diciannove puntate (esclusa la finale), il GF ha fatto registrare una media del 27,52% di share confermandosi il reality più seguito della televisione italiana. Record anche sul web: oltre 250 milioni di pagine viste sul sito ufficiale del GF. A sottolinearlo è Massimo Donelli, direttore di Canale 5: "Volevamo una grande vendemmia televisiva - commenta - e l'abbiamo avuta: questa decima edizione di Grande Fratello passerà alla piccola storia della tv come un formidabile successo, una sfida impossibile che è stata vinta grazie alla professionalità di oltre 300 persone impegnate ogni giorno a costruire il programma. Venti puntate, 24 ore di diretta dal 26 ottobre 2009 all'8 marzo 2010, la striscia quotidiana, i contributi al day time di rete". Sono 27 i concorrenti totali che hanno transitato nella Casa di Cinecittà. Sedici gli ingressi nella prima puntata, 10 quelli in corsa. E' record anche per la conduttrice: con questa edizione Alessia Marcuzzi diventa la più longeva di tutte: ben cinque edizioni all'attivo (6, 7, 8, 9 e 10) e 84 puntate di prime time condotte. Per la prima volta in 10 anni, i ragazzi hanno trascorso le festività natalizie nella Casa di Cinecittà e il pubblico ha assistito a un vero e proprio "scambio" internazionale. Massimo e Carmela, infatti, sono volati a Madrid e sono rimasti per una settimana in compagnia dei loro "colleghi" spagnoli.
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Il segreto per la felicità in casa? Al bando tv, computer, videogiochi e telefonini
categoria: Life Style
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LONDRA (19 febbraio) – Una casa senza tv, internet, giochi elettronici e telefonini: un sogno per alcuni, un incubo per altri. La querelle è aperta tra favorevoli e contrari alle tecnologie ma quando si tratta di educare i figli, secondo una famiglia britannica, mettere fuori casa l'elettronica è un successo. È la soluzione per la serenità suggerita dai Jones, genitori britannici che hanno proibito ai loro sei figli l'uso di qualsiasi apparecchio tecnologico. In casa sono dunque rigorosamente banditi console e videogiochi, ma anche televisioni, computer e persino il cellulare. Secondo la madre Miranda, 42 anni e laureata in psicologia, la regola che vige tra le mura domestiche da ben sei anni è stata «indubbiamente un successo». I genitori hanno raccontato al Daily Mail che l'idea è nata nel 2004, quando hanno notato che i loro figli erano talmente ossessionati dagli apparecchi tecnologici che «erano arrivati a considerare i pasti una pausa tra una partita di videogioco e l'altra». Nonostante la contrarietà di amici e colleghi, i Jones hanno preso la coraggiosa iniziativa di bandire la tecnologia dalla loro casa, proibendo persino l'acquisto di un cellulare fino ai 18 anni. Miranda ha raccontato come ciò che era iniziato come semplice sperimento è progressivamente diventato uno stile di vita che ha giovato all'intera famiglia: «Passiamo più tempo a chiacchierare, i ragazzi leggono più libri e vanno spesso ad incontrare i loro amici di persona, anzichè chiudersi sulle chat in rete». Nonostante la scuola dei figli abbia più volte protestato contro la scelta dei Jones, dicendo che internet è ormai uno strumento necessario per fare i compiti, il figlio più grande ha affermato di non aver «mai risentito della mancanza di internet in casa» ed è recentemente stato accettato alla prestigiosa università di Cambridge. «I miei genitori ci hanno sempre fornito di tutti i libri necessari per studiare» ha detto Joshua, 17 anni. «Non ho mai sentito che mi mancasse l'accesso all'informazione». Il ragazzo ha però ammesso che pensa di comprarsi un Iphone appena compiuti 18 anni: «Sono felice di essermi goduto l'infanzia all'aria aperta, ma adesso voglio anch'io qualche gadget tecnologico».
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Lost, la stagione finale di un fenomeno non solo televisivo
categoria: Costume&Società
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ATTENZIONE! Se un vostro collega è un fan di Lost, dovreste seriamente pensare a come evitarlo per i prossimi mesi. Questo perché dal 10 febbraio andrà in onda su Fox (canale 110 del bouquet satellitare Sky) la sesta e ultima stagione della serie tv di maggior impatto del decennio. E tutti i fan non potranno fare altro che parlarne, fare congetture, elaborare ipotesi, chiedere spiegazioni, riguardare gli episodi passati alla ricerca di un indizio: sì, perché Lost - per un fan - è più di un telefilm; è un'esperienza, un fenomeno. Ok, un po' si esagera... ma non troppo. Un passo indietro. Lost inizia il 22 settembre 2004: l'immagine dell'aereo che si schianta sulla spiaggia è d'impatto, con l'11 settembre solo tre anni prima. Da quel momento sono passati sei anni e, sullo schermo, una quantità di intrecci e spostamenti temporali difficilmente riassumibile. Semplificando al massimo: un aereo di linea si schianta su un'isola all'apparenza deserta. I sopravvissuti scoprono che l'isola era il centro delle ricerche scientifiche della Dharma Initiative. Gli scienziati del progetto però sono stati sterminati dai nativi dell'isola, che hanno preso possesso delle loro case e dei loro centri ricerca. Sull'isola succedono cose strane, al limite della magia: apparizioni di persone morte, mostri di fumo che emettono rumori meccanici, un uomo paralizzato che torna a camminare. L'isola si può muovere nel tempo e nello spazio grazie a un'anomalia elettromagnetica. Proprio l'anomalia ha causato lo schianto dell'aereo. Un gruppo di sopravvissuti - alla fine della quarta serie - riesce a lasciare l'isola, ma decide di tornarci per salvare quelli che sono rimasti indietro. Ma quando arrivano sull'isola si ritrovano nel 1977, indietro di 30 anni, e decidono di far esplodere una bomba atomica per distruggere l'anomalia temporale e ristabilire il corso degli eventi come sarebbero stati senza lo schianto. VIDEO Un riassunto in otto minuti e 15 secondo (in inglese) Da qui riprende la sesta stagione. Il titolo dei primi due episodi è "LA X", la sigla dell'aereoporto di Los Angeles dove sarebbe dovuto atterrare il volo. Il corso degli eventi è stato quindi ristabilito? Subito i fan hanno sottolineato che lo spazio prima della X potrebbe indicare qualcosa di diverso. Ma sugli eventi è stato mantenuto il più stretto riserbo: addirittura i produttori hanno fatto trapelare alcune anticipazioni, ma dichiarando esplicitamente che solo alcune sono vere. IL FENOMENO LOST Se la trama è nascosta, non lo è la capacità dei produttori di creare un universo Lost anche fuori dalla tv. Tra una stagione e l'altra sono sempre stati creati dei giochi di realtà alternativa, in cui venivano rivelati particolari sulla trama che in tv non si sono mai visti. Ad esempio, dopo la prima stagione è stato rivelato che la sequenza di numeri che sembrano guidare tanti eventi sull'isola e fuori (4 8 15 16 23 42) farebbero parte dell'equazione Valenzetti, una formula matematica in grado di stabilire il tempo in cui l'umanità si sarebbe estinta. Ma durante la serie tv, all'equazione non si fa riferimento, almeno fin'ora. O ancora: sul web esiste una Lost University e i fan hanno dato vita a un'enciclopedia sui personaggi e sui misteri dell'isola (Lostpedia). Le foto rilasciate alla stampa prima di quest'ultima stagione ripropongono il modello dell'ultima cena, ma se sia solo una presa in giro o ci sia qualche indizio interpretativo non è dato saperlo. Lost ha, in questo senso, fatto scuola: molte serie tv hanno cercato di replicare questa capacità virale di produrre interesse - l'ultimo caso è FlashForward - ma senza la stessa fortuna. La fine di Lost sarà anche la fine di questa esperienza? Forse no. I produttori, nel lancio di questa ultima stagione, hanno tenuto a dire che hanno lavorato molto al finale, ma che probabilmente "non tutti saranno soddisfatti" e che difficilmente potrà spiegare tutte le sottotrame iniziate e sospese a metà. Ma sempre gli autori hanno detto chiaramente che Lost finirà qui, e loro non pensano a un possibile sviluppo, ad esempio cinematografico. Così non tutte le domande avranno risposta, e forse la Lost Experience sopravviverà alla serie tv. Intanto i fan (come scherza il sito umoristico Onion, guarda qui) non potranno che diventare insopportabili in questi mesi, perché dovranno affrontare gli ultimi 18 episodi con nuovi dubbi e nuove ipotesi settimana dopo settimana prima di avere qualche risposta. Ma a loro, ormai drogati di Lost, va bene così. |
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